I gilet Arancioni di LIVE Onlus per le vie di Milano: settimo incontro con i Senzatetto

La serata non era fredda, e la città di Milano ci ha accolto, come sempre, con le sue mille sfaccettature. Ci siamo piazzati in zona San Babila e successivamente abbiamo raggiunto la movimentata Stazione Centrale.

E’ stata la nostra settima uscita in tre anni, e oramai con alcuni senzatetto si è instaurato un rapporto di piacevole amicizia: noi riconosciamo loro e loro si ricordano di noi. 

Qualcuno inizia a chiamarci per nome, gioiscono nel vederci, ci fanno i complimenti per il materiale che gli doniamo. Ci aspettano.

E’ piacevole vederli andare via con un sacco a pelo o una coperta nuovi, un maglione profumato, della biancheria intima, delle scarpe, dei giubbotti, dei pantaloni… C’è chi cerca una camicia da usare per fare un colloquio di lavoro, chi ha una dipendenza che lo tiene lontano dal mondo intero e si ritrova con niente per strada, chi ha perso tutto per “colpa” di una malattia, di un litigio familiare, oppure chi si è allontanato da casa per colpa di una guerra. Ognuno ha una sua storia da raccontare.

In questa uscita siamo stati accompagnati dai tanti volontari di LIVE Onlus e da un gruppo della “Comunità Parrocchiale di Santa Caterina” di Besana Brianza (MB) guidata dal giovane a attivo Don Fabrizio.

Abbiamo chiesto, a qualcuno di loro, di provare a scrivere un pensiero sulla loro esperienze. 

Giulia, 9 anni: “Queste persone sono veramente gentili. Ringraziano sempre”.

Rita: “Ciao a tutti, sono Rita!…..Questa sera dopo tanto tempo e in modo del tutto imprevisto sono tornata in strada per farmi piccola tra i piccoli e buttarmi ad amare come lui mi ha amato e mi ama continuamente, donandomi con umiltà alle tante persone straziate dal dolore, dalla schiavitù generata dalle dipendenze, dalla solitudine e dall’abbandono, della mancanza di amore…. Con Gesù nel cuore sono scesa negli inferi dei nostri fratelli cercando di portare il sorriso e la gioia della Risurrezione, per incontrare quel Gesù abbandonato e non amato e per ascoltare quel grido silenzioso a cui non voglio rimanere indifferente. Sono andata povera tra i poveri sapendo che nella mia debolezza può manifestarsi la potenza e la Misericordia di Dio e facendo memoria di tutte le volte che sono stata amata gratuitamente….Provo sempre tanto dolore nel vedere le condizioni di vita disumane di tanti nostri fratelli sfortunati a cui la vita ha tolto tanto, a volte tutto….nel percepire il loro immenso bisogno di ascolto….a volte muoiono più per l’indifferenza di chi gli passa accanto che per la fame…. Credo che nonostante tutto anche nella loro terribile situazione non siano soli….ma abbiamo un Padre che li ami immensamente. Questa sera penso ci sia stata una vera occasione di comunione tra noi. Ringrazio tutti personalmente uno ad uno, don Fabrizio, voi ragazzi, tutte le persone dell’associazione per avermi dato questa possibilità….ma in modo particolare Manolo e Cristofero con cui ho passato la maggior parte della serata, ma tutti, proprio tutti, siete stati preziosi, siete stati dono!….grazie di cuore Medito le parole che Gesu’ ci ha detto: «Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli l’avete fatto a me!» (Mt. 25,40)…Grazie vi abbraccio”.

Carlo (papa’ di Alessandro, 6 anni): “Mio figlio, ieri sera mi ha detto, subito dopo aver lasciato 2 felpe ad un ragazzo, in maniera molto sincera ed entusiasta: Babbo, è stato bellissimo venire ad aiutare i senzatetto, mi è piaciuto tanto. La prossima volta voglio tornare”. Carlo poi conclude:Se vogliamo un mondo migliore dobbiamo educare i nostri figli alle cose semplici ma che arricchiscono moralmente tutti noi”.

Ludovica, 10 anni: “Questa esperienza mi aiuta a capire tante cose e sono sicura che la stessa cosa varrà per coloro che mi hanno accompagnato sabato sera. Sono andata molte volte dai senzatetto e ognuna mi ha riempito gli occhi di lacrime: non è bello vedere le persone che hanno perso la fiducia in loro.  Quando sarò adulta mi ricorderò sempre di queste esperienze. Ieri ho visto tanta gente che ha perso tutto (famiglia, fiducia, casa, soldi, lavoro) e non riescono ad andare avanti e a stare bene. Hanno perso il loro sorriso. Mi dispiace vedere che tante persone non li considerano, e non li guardano nemmeno un secondo quando li vedono per terra e al freddo. Sono contenta, però, che tante altre, come noi, invece le aiutano. La cosa più importante che stiamo facendo è quella di cercare di riscaldare le loro vite, dando loro, prima di tutto, un sorriso”.

Sofia, 13 anni: “Come ogni volta, questa esperienza mi segna sempre di più. È una cosa che non dimenticherò mai. Ieri sera, ho inquadrato nuovi occhi pieni di sogni e visi spaventati e stanchi… Mi fa sempre onore andare ad aiutare le persone meno fortunate di me, mi fa stare bene e mi fa pensare molto. Tutti loro, hanno una cosa in più di noi: la speranza e l’intelligenza. Dico questo per il semplice motivo che a loro una bottiglietta d’acqua e una nuova coperta pulita gli bastano, gli riscaldano il cuore e li fanno sorridere! Noi pensiamo alla casa bella, ai vestiti di marca, al ristorante di lusso… ma ci dimentichiamo sempre di qualcosa: IL SORRISO..”

Ivan, ragazzo universitario: “Ogni esperienza di carità lascia il suo segno. Aiutare i malati, consolare gli afflitti, dare da mangiare agli affamati, vestire gli ignudi; come poter comprendere l’importanza di queste opere di misericordia senza metterle in pratica di persona? Senza toccare con le proprie mani e vedere con i propri occhi quanto bisogno ci sia nelle nostre città e nel mondo?

Non sempre è semplice mettersi seriamente in gioco per aiutare il prossimo.

Quello che abbiamo potuto approfondire dall’esperienza con i senzatetto, è l’importanza dei valori umani; quanto un semplice gesto di donare un paio di pantaloni, un maglione o una coperta per coprirsi, scambiare due chiacchiere, possa fare la differenza per loro, per fargli capire che non sono soli!

Abbiamo incontrato persone che hanno ringraziato molto timidamente, con grande riconoscenza per il nostro servizio; altre hanno condiviso le loro storie, le gioie, le sofferenze, le difficoltà di una vita senza una casa, senza un lavoro. Altre ancora, invece, che hanno mostrato un atteggiamento non tanto definibile come sgarbato, ma piuttosto di inadeguatezza, magari anche di vergogna, per la situazione in cui si trovano. Ognuno ha una sua personalità, reagisce in modo diverso alle situazioni della vita, e per quanto possa sembrare strano, a volte bisogna sforzarsi a comprendere anche queste reazioni.

Abbiamo incontrato anche persone alle quali forse mancavano le forze, forse avevano meno speranza, chissà … qualcuno “un po’ fumato”, come si usa dire al giorno d’oggi, qualcun altro purtroppo che evidentemente aveva alzato un po’ troppo il gomito, o dipendente da qualche sostanza. In questi casi le domande che sono emerse sono state molte; le solite: perché? Questa può essere per l’uomo un’esistenza dignitosa?  E tante altre ancora … Le risposte a queste domande però non si possono dare da soli, spesso non le otteniamo nemmeno. In questi casi è necessario affidarsi a Qualcuno sopra di noi e fare quanto ci sia possibile nel concreto.

È stata un’esperienza che sicuramente  ha lasciato un segno, che aiuterà tutti noi, e i ragazzi che l’hanno vissuta, a riflettere su quanto sia importante guardare attraverso le persone con uno sguardo nuovo. Quello che vede oltre le apparenze.

Questo abbiamo potuto vivere sulla nostra pelle durante la serata: ogni persona ha un valore, in qualunque situazione si trovi. Infine, attivandoci nel servizio concreto a questi fratelli e affidandoli a Dio nella preghiera, sicuramente, abbiamo donato una speranza e in cambio abbiamo ricevuto un insegnamento di fede e di vita – che non si impara sui libri”.

Matteo, 11 anni: “Anche a me è piaciuta questa esperienza. Mi piace quando i senzatetto sorridono e mi dispiace molto che loro non abbiano niente e non possono vivere felici. Spero di continuare ad aiutare. Grazie a Ludovica per aver provato questi sentimenti per loro. Ciao”.

Per concludere vogliamo ringraziare tutti coloro che ci hanno permesso di raccogliere un altro furgone pieno di scatoloni e a tutta l’Associazione Live Onlus al completo (dai testimonials, ai sostenitori, ai volontari e ai Consiglieri).

Un ringraziamento speciale lo vogliamo dedicare al “Comitato della Croce Rossa di Trapani che ci ha dimostrato, come sempre, la sua grande generosità donando tantissimi sacchi a pelo e coperte di lana, materiale veramente prezioso per i nostri amici clochard.

2019-03-04T10:12:38+00:00 marzo 2nd, 2019|Notizie|