La Sicilia sempre più cardioprotetta da LIVE: ecco tre apparecchi per il Comune di Trappeto

LIVE Onlus prosegue con le donazioni dei preziosi Defibrillatori: siamo di nuovo in Sicilia, per una consegna speciale al Comune di TRAPPETO,  3.200 abitanti e centro balneare situato sulla costa nel Golfo di Castellammare, distante circa 40 chilometri da Palermo e circa 60 da Trapani. Il Sindaco Santino Cosentino ci ha contattati circa un anno fa per un bel progetto sul territorio. La sua idea è stata quella di cardiproteggere il suo Comune, con i primi 3 apparecchi salvavita e LIVE si è subito attivata.

 

   

L’intraprendente Sindaco di Trappeto, Santino Cosentino

Dopo la “lotteria” con le maglie dei calciatori, ideata la scorsa estate (e per la quale il Comune ha donato 1500 euro al progetto), in presenza del calciatore e nostro Testimonial, Luca Pagliarulo, capitano del Trapani, possiamo oggi ufficializzare l’imminente consegna dei tre defibrillatori, che saranno così posizionati:

1 Defibrillatore + teca esterna = presso Piazza Municipio
1 Defibrillatore + colonnina/TOTEM esterna = presso Lungomare
1 Defibrillatore + teca interna = presso Scuola Media “Danilo Dolci”

> > > Con queste tre nuove donazioni, LIVE prosegue quindi nel progetto “Cuore Batticuore” e “ITALIA Cardioprotetta”: alla data odierna sono ben 192 i Defibrillatori consegnati.


Trappeto, la storia
–  A 40 chilometri da Palermo nel cuore del Golfo di Castellammare (TP), Trappeto è un angolo di paradiso immerso in uno scenario di bellezze naturali una terra fertile e con un verde rigoglioso, al centro di un itinerario storico millenario, assai suggestivo e baciato da un mare di colori splendidi. Sono circa 3200 gli abitanti di questo bel paesino, sorto nel XlV secolo nella selva Partenia di Federico Il di Aragona Trappeto si è trasformato pian piano in territorio ricco di vigneti e agrumeti che si affaccia sul mare, solcato un tempo da velieri carichi di zucchero e di vino e ora da natanti carichi di turisti e villeggianti. Il nome “Trappetum Cannamelarum” ha origine dalla costruzione di un primo opificio (1480) per l’estrazione e la raffinazione dello zucchero di cannamela con accanto una torre fortificata, come tante oggi esistenti di stile Arabo – Normanno, che coronano il territorio circostante ricco di storia, di continue battaglie tra Cristiani e Mori – Saraceni. Le prime case del borgo erano, soprattutto, case per pescatori, sorte attorno alla Chiesa dell’Annunziata (1680). Per secoli Trappeto è stato abitato da contadini e pescatori.

Trappeto attualmente è divenuto meta prescelta di un turismo entusiasta e fedele che in un paese affondato nel verde tra preziose aiuole, case variopinte di pescatori adornate da innumerevoli murales, trova mille piacevoli occasioni di relax e vita sociale. L’unificazione forzata al Borgo “Sicciara” avvenuta nel 1820 con Decreto di Re Ferdinando I di Barbone, venne sicuramente mal digerita dagli abitanti di questo centro marinaro, che sorge su un promontorio con vista sullo splendido golfo di Castellammare. inalmente, nel 1954, dopo ben 134 anni, arrivò la tanto agognata autonomia e Trappeto poté costituirsi in comune, avviando quel cammino che oggi l’ha portato ad essere uno dei più interessanti centri turistici del palermitano. La storia di Trappeto, comunque, è strettamente legata con quella del vicino paese di Balestrate. I territori sui quali in seguito sarebbero sorti i due comuni, insieme ad altri limitrofi, nel 1307 furono, infatti, acquisiti al demanio regio da Federico II d’Aragona. Singolare il modo usato per delimitarli, “dal lido del mare in terra per un tiro di balestra”, come scrive Domenico Tuzzo. Quelle terre furono chiamate “delle balestre” e il toponimo sarebbe servito poi a dare il nome a Balestrate, originariamente chiamato “Sicciara”.

Le origini di Trappeto, comunque risalgono al 1480 in seguito alla sdemanializzazione di quelle terre, avvenuta nel 1456. Francesco Bologna che le aveva avute concesse in feudo da Re Alfonso d’Aragona, per sfruttare lo zucchero delle cannamele, vi costruì un opificio destinato all’estrazione e alla raffinazione dello zucchero di cannamela, il “Trappetum Cannamelarum”, da cui la borgata prese il nome. Accanto all’opificio fu affiancata una torre fortificata di avvistamento arabo-normanna. Solo nel 1680, però, il barone di San Lorenzo, nuovo padrone di quelle terre, intraprese una vera e propria opera di colonizzazione, con la costruzione della chiesa dell’Annunziata e delle prime case, tutte abitate da pescatori. Pesca ed agricoltura, infatti, rappresentano da secoli le principali risorse produttive del borgo.

Nell’ultimo trentennio, invece, sfruttando il privilegiato contesto ambientale, costituito da mare e campagna, il paese è diventato un centro prevalentemente turistico, tanto che i suoi abitanti, da poco più di tremila, diventano oltre 15mila nel periodo estivo. Non a caso, il comune è impegnato nel potenziamento dei servizi di accoglienza turistica e nella promozione dell’immagine, anche attraverso l’importante strumento del consorzio con gli altri comuni che si affacciano sul Golfo di Castellammare.

2019-04-12T09:57:24+00:00 aprile 12th, 2019|Notizie|