28 febbraio 2014 – Live Onlus, attraverso il progetto CUOREBATTICUORE – Un Defibrillatore per la Vita, dona gratuitamente il prezioso apparecchio salvavita ad Associazioni sportive ed Istituti Scolastici.

In data 20 luglio 2013 è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Decreto Balduzzi, recante, in particolare, le linee guida in merito all’utilizzo dei DAE, che si dovranno dotare, obbligatoriamente, le società sportive, dilettantistiche e professionistiche.

IMPORTANZA DEL CORSO: ADDESTRARE IL PERSONALE – Le associazioni e le società dovranno, altresì, formare il personale all’utilizzo dell’apparecchio. Il corso, di solito dura 5 ore (quindi mezza giornata): più soggetti si coinvolgono all’interno della struttura e più si diffonde la cultura sull’utilizzo e sull’importanza del Defibrillatore. I corsi possono essere organizzati – a spese della società richiedente – attraverso il 118 locale oppure attraverso IRC Comunità [ clicca qui ].

Quali sono i soggetti obbligati a munirsi di defibrillatori?
“Il Decreto Balduzzi, all’art. 5 commi 1 e 2, indica quali soggetti obbligati all’adozione dei DAE sia le società sportive dilettantistiche sia quelle professionistiche, così come definite rispettivamente dalla normativa di cui alla Legge n. 289/2002 e n. 81/1991. Ai sensi del comma 3 dell’articolo in contesto, il Decreto non trova applicazione nei confronti delle “società dilettantistiche che svolgono attività sportive con ridotto impegno cardiocircolatorio, quali bocce (escluse bocce in volo), biliardo, golf, pesca sportiva di superficie, caccia sportiva, sport di tiro, giochi da tavolo e sport assimilabili.” Pertanto, ad esclusione delle realtà sportive sopra citate, tutte le altre sono soggette all’obbligo”.

Quanto tempo hanno le società sportive per adempiere all’obbligo?
“Tenuto conto di alcuni fattori funzionali a tale adempimento, non molto. L’art. 5 del Decreto Balduzzi, comma 4 e 5, impone alle società professionistiche e quelle dilettantistiche di adeguarsi rispettivamente in 6 e 30 mesi a far tempo dalla pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale, di fatto a decorrere dal 20 luglio 2013. In realtà, atteso che le società professionistiche dovrebbero già aver adempiuto, a quelle dilettantistiche non rimane un così ampio margine, tenuto conto del fatto che le stesse devono, altresì, provvedere all’adeguata formazione di personale appositamente incaricato e in linea di massima da eleggere tra le fila del proprio staff”.

Come devono essere formati gli addetti ai defibrillatori?
“Si tratta di una formazione specifica e mirata all’utilizzo dei DAE, strumenti semiautomatici che, in realtà, non richiedono conoscenze mediche di base o specialistiche, né tantomeno paramediche, ma che comunque devono sottostare a standard certificati dagli enti preposti. Ad ogni modo, ritengo che le società sia professionistiche sia dilettantistiche, per andare esenti da responsabilità civili e penali in occasione di eventi morbosi potenzialmente mortali per gli atleti, debbano assicurarsi uno staff preparato che sappia intervenire, ma soprattutto mettere mano al defibrillatore in caso di emergenza cercando di gestirla al meglio”.

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