In questi mesi abbiamo sempre osservato il cammino di Martina Maccari, moglie del nostro Testimonial Leonardo Bonucci, chiamato “Sulla Stessa Strada”.

Abbiamo guardato quotidianamente le sue storie su Instagram e le siamo stati vicini in modo silenzioso, rispettoso… Volevamo aiutarla, ma non sapevamo bene come farlo. Abbiamo pensato di aspettare il momento giusto.

Di cosa tratta questo Progetto? Martina è partita il 1 Maggio 2022 dal Lido di Volano (Ferrara) ed ha percorso a piedi 575km in 26 giorni, per arrivare a Torino. Perché? Il suo obiettivo era raccogliere fondi per il reparto di neurochirurgia dell’Ospedale Regina Margherita di Torino.

Durante il suo percorso abbiamo imparato a conoscerla sempre di più.

Quando Leonardo Bonucci ci ha consegnato del materiale da mettere in asta, a sostegno del Progetto di Martina, ne siamo stati doppiamente orgogliosi e felici, sia per la causa, ma anche, e non ve lo neghiamo, per la bella figura che avevamo imparato a conoscere: quella di Martina. Avevamo trovato il nostro modo per supportarla.

Grazie agli oggetti, ma soprattutto come sempre ai nostri collezionisti e sostenitori, Live ha raccolto circa 6.800€. Non volevamo fermarci, però, qui e abbiamo deciso di donare a NEUROLAND (una realtà che ha l’obiettivo di sostenere il “Mondo della Neurochirurgia” nell’Ospedale Infantile Regina Margherita di Torino), tramite bonifico bancario, ben 10mila euro!!!

10.000 volte grazie a tutti voi.

Siamo felici di consegnare ogni singolo euro per sostenere le Famiglie che stanno vivendo la malattia dei propri cari e la ricerca, fondamentale per il progresso medico.

Non si resta che dire: Forza Martina, alla prossima occasione!!

 

 

Il progetto nasce dalla dura esperienza vissuta dalla famiglia Bonucci: proprio in quel reparto dell’Ospedale fu operato il loro secondo figlio.

“Quando abbiamo iniziato quel percorso non sapevamo se nostro figlio sarebbe sopravvissutospiega Martina – e quando l’emergenza è stata superata fu come se fosse nato una seconda volta. Come se avessimo avuto una nuova possibilità. Superata la fase più difficile è nata l’esigenza di restituire qualcosa. Mi è servito tempo per mettere a fuoco cosa potessi fare. E ho pensato che se ero riuscita a superare i momenti più difficili, quelli in cui temevo di perdere mio figlio era anche grazie alle persone a me care che hanno scelto di condividere con me quel dolore. E ho capito che dovevo partire da questo bisogno di condivisione”.